Intervista all' Esperto
1. Può parlarci dei suoi pazienti e delle loro richieste di prodotti cosmetici?
Nella mia attività dermatologica ho acquisito una particolare competenza per la dermocosmesi e quindi i miei pazienti non si stupiscono se prescrivo loro più di un prodotto cosmetico, anzi ne apprezzano il valore. È facile che tra loro emerga una richiesta di prodotti naturali.
Non si tratta più di sostenitori di una filosofia del vivere fortemente incentrata al naturale, cioè non sono i cosiddetti pazienti “zen”, quindi non hanno delle regole precise che escludono a priori il prodotto sintetico o di derivazione chimica. Sono sicuramente delle persone molto attente al benessere della pelle, sanno che la pelle ha molta affinità con i derivati vegetali e li richiedono. Penso che sia una quota di persone in incremento e molto sfaccettata nel suo modo di vivere.
2. Prescrive prodotti e cosmetici Bio?
Essendo io stessa una fruitrice di questi prodotti è chiaro che ne sono una convinta sostenitrice e li consiglio volentieri ai miei pazienti.
In Italia esistono poche aziende che si fregiano in modo documentato dell’attributo Bio. Il più delle volte ci troviamo a prescrivere cosmetici solo naturali, pur consapevoli di essere riduttivi rispetto al valore del Bio, proprio perché il Bio cura in ogni aspetto della sua composizione l’appartenenza alla natura, studia quello che c’è prima della produzione del cosmetico finito: la scelta delle sostanze naturali, la coltivazione adeguata, la giusta estrazione. E questo purtroppo viene meno, quando noi prescriviamo dei cosmetici naturali.
Sono ancora poche le aziende che producono Bio e ancora meno quelle che lo certificano, diventando indiscutibilmente affidabili.
3. Cosa sanno i Suoi pazienti dei prodotti Bio?
I pazienti fanno molta confusione, che spesso è anche voluta da quelle aziende produttrici che non hanno i numeri per essere Bio.
Molte volte vengono etichettati come prodotti vegetali o addirittura Bio, formulazioni che hanno minime quantità di sostanze di natura vegetale, e nessuna certificazione.
Ecco perché esiste una forte esigenza di cultura. Io ritengo che di questo aspetto si debbano fare carico le aziende che sono in grado di certificarsi, diventando portatrici di cultura affidabili.
Altrimenti si corre il rischio di avere delle persone che volendo utilizzare prodotti Bio, si affidano ad aziende che non hanno alcuna competenza in merito (prodotti con standard produttivi molto bassi, mancanza di conoscenza dell’origine delle materie prime con potenziali rischi tossicologici per la pelle).
Ribadisco, quindi, la necessità di una cultura specifica , e io ritengo che debbano essere le grandi aziende produttrici di prodotti Bio a farsi carico di questo.
4. La cosmetica Bio è più efficace di quella tradizionale?
Le aziende che si certificano Bio dovrebbero mostrare in modo più incisivo al dermatologo l’efficacia e la serietà degli studi che riguardano il prodotto: diffondono un cosmetico, il bio, appunto, che proprio per la sua formulazione in grado di esaltarne l’attività, è più efficace, più eclettico e più tollerato rispetto al cosmetico tradizionale e a quello vegetale.